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Mario Sughi, Sunday morning at the park. ©Mario Sughi/Bridgeman Images.
Raffaella Lops Agente letteraria.
Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.
Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere, Infermiere Pediatrico
Fisioterapista
Logopedista
Ostetrico
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista occupazionale
È obbligatorio avere letto, prima di ciascun incontro, il libro oggetto di discussione.
Per ottenere i crediti ECM è obbligatorio partecipare a tutti gli incontri e superare i relativi questionari di valutazione.
Il corso è strutturato come un gruppo di lettura e prevede due incontri, distribuiti su altrettanti mesi, durante i quali, sotto la guida di Raffaella Lops, saranno approfonditi i seguenti due libri: “Le cose che non diciamo”, di Elisabeth Strout, edito da Einaudi (2026) e “Il mio vero nome è Elisabeth”, libro di esordio di Adèle Yon, edito da Neri Pozza (2026) e caso letterario in Francia.
Artie Dam è l’insegnante che tutti vorrebbero: accogliente, gioviale, devoto ai suoi ragazzi. Eppure, dietro una vita scandita dalle lezioni, le gite in barca a vela e le serate ad ammirare la
baia del Massachusetts, si nasconde un’ombra insondabile. Quando la solitudine crescente e un’America sempre piú divisa incrinano la superficie delle cose, i segreti protetti per decenni
iniziano a cedere. Con “Le cose che non diciamo” Elizabeth Strout apre la porta su un nuovo universo di luoghi e personaggi, regalandoci il ritratto di un uomo che, proprio nel momento in cui si sente perduto, scopre la vastità dell’animo umano.
Romanzo famigliare, atto di resistenza, gesto di riparazione, tributo alla memoria, grido di rabbia, inchiesta sociale, manifesto femminista, storia della malattia mentale, true crime: Adèle
Yon ha scritto tutto questo in un solo libro, “Il mio vero nome è Elisabeth”, che è un’autentica rivoluzione. Attraverso la voce della narratrice, gli archivi e le interviste, prende forma la storia della bisnonna dell’autrice, Elisabeth detta Betsy, diagnosticata come una schizofrenica negli anni cinquanta. Un’indagine a ritroso sulla malattia psichica, sulla cura e sull’internamento, raccontata attraverso la lente della partecipazione personale.
Obiettivo del corso è approfondire il legame tra la lettura e la narrazione di sé: parlare di un libro, parlarne davvero, e farlo con altri, equivale a dire qualcosa di profondo su se stessi, sulle proprie relazioni, sul rapporto con i ricordi e con il presente. La lettura dei testi e le attività proposte durante gli incontri agevoleranno l’emergere di riflessioni personali nei partecipanti e permetteranno di costruire un’esplorazione comune nel corso del dibattito in classe.
26 novembre 2026, 18.00-19.30
Come i romanzi parlano di noi: Le cose che non diciamo di Elizabeth Strout
25 gennaio 2027, 18.00-19.30
Come i romanzi parlano di noi: Il mio vero nome è Elisabeth di Adèle Yon
Sono disponibili 35 posti che saranno assegnati ai primi 35, tra gli iscritti, che si presenteranno all’incontro del 26 novembre e che, come da pre-requisito richiesto, avranno letto il libro oggetto di discussione.