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Carl Holsoe, A Lady in an Interior credit Christie’s Images / Bridgeman Images
Gianni Francesetti. Direttore e docente della Scuola di Specializzazione Istituto Internazionale di Psicopatologia e Psicoterapia della Gestalt di Torino.
Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.
Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta);
Psicologo (psicologo, psicoterapeuta);
Assistente sanitario;
Infermierie; Infermiere pediatrico;
Logopedista;
Educatore professionale;
Tecnico della riabilitazione psichiatrica;
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
Terapista occupazionale.
Il corso affronta la prospettiva di campo nella psicoterapia della Gestalt contemporanea, proponendo un cambio di paradigma rispetto alla concezione unipersonale dell’essere umano che ha caratterizzato gran parte della psicologia clinica occidentale. Obiettivo è quello di fornire ai professionisti della salute mentale strumenti teorico-clinici per ampliare la comprensione dei processi psicopatologici e terapeutici oltre il modello mono-personale, integrando la dimensione relazionale e di campo nella pratica clinica quotidiana, con particolare attenzione alla sensibilità fenomenologica necessaria per cogliere le forze in gioco nell’incontro terapeutico.
Il percorso, a cura di Gianni Francesetti, psichiatra e psicoterapeuta, è costituito da una lezione introduttiva e due articoli dell’autore tratti dalla rivista Psicoterapia e Scienze Umane.
Nella lezione introduttiva vengono presentati i fondamenti teorici della Gestalt contemporanea: il concetto di Sé come fenomeno emergente elaborato da Paul Goodman a partire dal pragmatismo americano, e il concetto di campo derivato dalla psicologia gestaltista di Kurt Lewin, secondo cui il comportamento non dipende da una semplice interazione fra individui ma da forze più ampie che curvano l’orizzonte del possibile in una determinata situazione. Da questi fondamenti discendono conseguenze cliniche rilevanti, articolate in tre prospettive – monopersonale, bipersonale e di campo – che orientano in modo diverso la lettura del processo terapeutico e il ruolo del terapeuta, fino al concetto di átopon, l’elemento fuori luogo che, se accolto, può aprire la porta a una trasformazione autentica dell’esperienza clinica.
Il primo contributo di Gianni Francesetti, “La prospettiva di campo nella psicopatologia e nella psicoterapia della Gestalt contemporanea” (pubblicato nel n. 2/2021 della rivista Psicoterapia e Scienze Umane), approfondisce questi temi mostrando come la psicopatologia non sia riducibile a disfunzione individuale, ma vada compresa come modo di essere assenti nell’incontro terapeutico, esito di proto-esperienze non assimilate per assenza relazionale dell’altro. Vengono illustrati i tre paradigmi di cambiamento in terapia e i passi terapeutici attraverso cui il clinico può accogliere e dare forma alle intenzionalità del campo, illustrati anche con un caso clinico paradigmatico.
Il secondo contributo, “Uno sguardo alle premesse dell’atmosferologia”, in dialogo critico con l’articolo di Simone Santamato (pubblicato nel n. 1/2025 della rivista Psicoterapia e Scienze Umane), approfondisce le basi filosofiche fenomenologiche di questo approccio, mostrando come soggetto e mondo siano co-emergenti e non isolabili l’uno dall’altro, e come l’attenzione clinica alle atmosfere non comporti una perdita della persona, ma ne consenta al contrario una comprensione più radicata, superando i limiti di un paradigma individualistico nella lettura della sofferenza psichica.
Lezione di Gianni Francesetti “Teoria del campo, psicopatologia e atmosfere. Uno sguardo fenomenologico-gestaltico”
Studio degli articoli pubblicati sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane
– “La prospettiva di campo nella psicopatologia e nella psicoterapia della Gestald contemporanea”
– “Uno sguardo alle premesse dell’atmosferologia. Commento sull’articolo di Simone Santamato Atmosfere emozionali nella clinica psicoterapeutica. Alcuni dubbi sulla psichiatria
atmosferologica“